Split Second

Split Second è il gioco elettronico realizzato dall’azienda Parker Brothers nel 1980. Si tratta di un prodotto che racchiude cinque titoli: Mad Maze, Space Attack, Auto Cross, Stomp e Speedball. I primi due, inoltre, offrono alcune variazioni nello schema di gioco da distinguere Mad Maze Visible, Mad Maze Preview e Mad Maze Invisible, Space Attack Beginner e Space Attack Pro. In pratica, quindi, è possibile partecipare a otto differenti partite selezionabili premendo il tasto select. Ciascun passatempo presenta delle specifiche regole, ma c’è un elemento in comune: occorre terminare la missione nel più breve tempo possibile al fine di ottenere il punteggio più alto. Vediamo brevemente le caratteristiche di ogni schema di gioco.

Mad Maze: scopo del passatempo è di condurre la palla all’ esterno di un labirinto. Occorre utilizzare il percorso più breve al fine di impiegare poco tempo per portare a termine la missione. Il gioco termina quando sono stati completati dieci labirinti o sono trascorsi 99,9 secondi. Per quanto riguarda la differenza tra Mad Maze Preview e Mad Maze Invisible occorre evidenziare: nel primo schema, il labirinto appare nello schermo per pochi secondi. Dunque, con una memoria fotografica bisogna ricordare il tragitto da percorrere. Mentre, in Mad Maze Invisible compaiono solo la pallina e il traguardo. La sfida, quindi, è di muovere la sfera all’interno di un labirinto invisibile.

Space Attack: l’obiettivo è di abbattere le astronavi nemiche nel più breve tempo possibile. Premuto il pulsante start, un veicolo spaziale avversario compare nello schermo, mentre al centro del display s’ illumina un punto. Quest’ultimo, rappresenta un potente campo di forza alleato utile per attirare e catturare le navicelle aliene. Utilizzando i tasti direzionali, quindi, occorre condurre l’astronave nemica sopra il devastante nucleo di energia per poi disintegrala con il laser. La missione termina dopo aver distrutto otto veicoli spaziali o dopo che sono trascorsi 99,9 secondi. La differenza con lo schema di gioco Space Attack Pro è data dal movimento casuale dell’astronave aliena. Dunque, occorre più abilità di manovra per costringere il nemico a collocarsi sopra il nucleo del campo di forza.

SCHEDA
Azienda: Parker Brothers
Nome: Split Second
Modello: 3700
Genere: Azione/Sport
Anno: 1980
Schermo: LED
Orologio/Sveglia: No
Categoria: Gioco da Tavolo o Tabletop
Alimentazione: Batteria Stilo 6x AA
Dimensione/ Peso: 24 x 9x 4 cm-300g.

Auto Cross: alla guida di una macchina da corsa occorre percorrere un tragitto a ostacoli. L’auto è indicata da una barra, mentre gli ostacoli sono formati da una coppia o da un singolo punto. Il movimento della macchina è accompagnato dal rombo del motore. In caso di sinistro, la vettura resta ferma e lampeggia per un secondo. Dunque, occorre guidare con prudenza per evitare di perdere del tempo prezioso. La gara finisce dopo aver superato sedici ostacoli o dopo che sono trascorsi 99,9 secondi.

Stomp: scopo del passatempo è di colpire i bersagli che compaiono rapidamente nello schermo. Un obiettivo è formato da una o due parti che lampeggiano per circa un secondo prima di svanire dall’area di gioco. Dunque, per colpire con la sfera un bersaglio è necessario premere i tasti o il bottone direzionale corrispondente alla sua composizione. La missione giunge al termine quando sono colpiti venti bersagli o sono trascorsi 99,9 secondi.

Speedball: l’obiettivo è di catturare la sfera che gironzola nello schermo di gioco. Utilizzando i tasti direzionali è necessario indirizzare la linea, formata da quattro segmenti, verso la palla. Con abilità, quindi, occorre creare un recinto al fine di accalappiare la sfera. Il gioco termina quando sono state catturate cinque palline o sono trascorsi 99,9 secondi.

Split Second è un prodotto di ottima fattura equipaggiato con un display a LED, cioè a diodi a emissione di luce. La scocca di plastica, che racchiude il circuito elettronico, è robusta. Il sistema audio è formato da semplici effetti sonori che accompagnano le principali azioni di gioco.

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